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Cricket Australia verso la privatizzazione del Big Bash League: intervista esclusiva

In un’intervista esclusiva, il chief executive di Cricket Australia, Todd Greenberg, ha spiegato i dettagli del nuovo percorso di vendita delle franchigie del BBL, un piano che sta уже cambiando le dinamiche del cricket australiano. “Abbiamo deciso di passare alla fase successiva della privatizzazione, testando sul mercato le valutazioni di Melbourne Renegades, Perth Scorchers e Hobart Hurricanes”, ha dichiarato Greenberg, riferendosi alle tre squadre che hanno espresso apertamente la volontà di esplorare opportunità di investimento privado. “Nonostante le resistenze di New South Wales e Queensland, che lo scorso mercoledì hanno respinto la proposta di privatizzare il torneo, continuiamo a ritenere inevitabile questa trasformazione”, ha aggiunto.

L’intervistatore ha chiesto quali siano le ragioni specifiche della posizione di ciascuno stato. “Il Queensland ha motivazioni legate alla preservazione dei propri asset finanziari, mentre il New South Wales ha avanzato una proposta alternativa di auto‑finanziamento, cercando di ottimizzare gli elementi di broadcast, ticketing e partnership commerciali senza ricorrere a ulteriori scommesse”, ha risposto il rappresentante di Cricket NSW, John Knox, sottolineando che “il godimento dello sport non dovrebbe dipendere dal betting”.

Greenberg ha poi spiegato il modello di vendita proposto: “Stiamo valutando la cessione di una quota variabile tra il 49 % e il 75 % di ciascuna franchigia, con la possibilità per Victoria e New South Wales di vendere l’intera seconda squadra”. “Nel caso di una cessione del 49 %, lo stato mantenerà il 51 % di controllo e riceverà una percentuale dei ricavi derivanti dalla vendita, mentre gli investitori non avranno alcun ruolo decisionale nella gestione del cricket, ma potranno partecipare alle discussioni sui calendari e sui contratti dei giocatori, a pari voce con gli altri stati”, ha precisato.

Quando gli è stato chiesto quali siano i riferimenti internazionali a cui CA si sta ispirando, Greenberg ha citato il recente processo di vendita delle franchise del The Hundred inglese, curato dalla stessa Raine Group. “I valori delle franchigie inglesi, come Trent Rockets e Birmingham Phoenix, sono stati di circa 76 milioni e 73 milioni di dollari australiani per il 49 % vendido a investitori non legati al cricket”, ha ricordato, aggiungendo che “l’esempio di Sun Group, che ha acquistato l’intera squadra di Yorkshire per 189 milioni di dollari, dimostra come gli investimenti possano superare i 150 milioni di dollari quando il mercato è competitivo”.

L’intervistatore ha poi indagato sul potenziale interesse degli IPL owners verso le franchigie australiane. “RPSG Group, Reliance Industries e Sun Group hanno già messo occhi sulle franchigie del BBL, pensando di replicare il modello indiano a Melbourne”, ha affermato Knox, sottolineando che “l’acquisizione del 100 % di Melbourne Renegades potrebbe trasformare la squadra in un’opportunità per gli investitori indiani di giocare partite al Lord’s o al MCG, con l’eventualità di costruire una nuova casa permanente”.

Greenberg ha anche affrontato le preoccupazioni riguardo al possibile aumento del coinvolgimento delle scommesse e al ruolo del denaro pubblicitario. “Cricket Australia non intende incrementare i ricavi provenienti dalle scommesse sui prodotti, mantenendo una posizione etica coerente, ma cerca di ottimizzare altri flussi di entrate come i diritti televisivi e le partnership commerciali”, ha chiarito. “Paragonare il BBL a realtà già consolidate come SA20, ILT20 e il futuro NZ20 è fondamentale per capire se i salari dei giocatori potranno competere a livello globale”, ha aggiunto.

Sul piano finanziario, il chief executive ha illustrato le cifre stimate per ogni franchigia: “Le valutazioni variano tra 80 milioni e 180 milioni di dollari australiani, a seconda della quota venduta e della squadra”. “Se il mercato dovesse confermare questi valori, il ricavo complessivo della vendita potrebbe superare il miliardo di dollari australiani, analogamente a quanto accaduto con le otto franchise del The Hundred, che hanno generato circa 975 milioni di sterline per l’ECB”, ha spiegato Greenberg, ricordando la distribuzione dei proventi: “Il primo 275 milioni di sterline saranno divisi tra le 18 contee e il MCC, il successivo 150 milioni tra le contee ospitanti e il resto sarà ripartito nuovamente”.

L’intervistatore ha chiesto quale sarà il passo successivo dopo il test di mercato. “I risultati delle espressioni di interesse e le valutazioni non vincolanti forniranno a CA e agli stati un quadro più chiaro per decidere se procedere con un’asta o rinegoziare i termini”, ha affermato. “Victoria, Western Australia e Tasmania valuteranno se le proposte sono accettabili; se lo saranno, potremo avviare un processo di vendita più strutturato”, ha concluso Greenberg.

Infine, Greenberg ha riflettuto sulle potenziali implicazioni per il futuro del cricket australiano: “Il coinvolgimento di proprietari internazionali potrebbe bringere nuove risorse, ma solleva anche domande su governance, gestione delle decisioni e sull’impatto sui giocatori locali”. “Il nostro obiettivo resta garantire la competitività globale del BBL, assicurando al contempo che il patrimonio del cricket rimanga nelle mani di chi lo governa, senza cedere il controllo operativo a terzi”, ha concluso, lasciando aperta la possibilità di ulteriori sviluppi nei prossimi mesi.